Le novità normative
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Outsourcing di servizi: una anteprima UNI |
L’affidamento di attività a terzi (outsourcing) è una pratica di estrema attualità in momenti di grande volatilità dei mercati, perché - se ben attuata - permette di raggiungere importanti risultati in termini di flessibilità organizzativa, riduzione dei costi, aumento delle disponibilità finanziarie e, quindi, creazione di valore all’interno dell’organizzazione.
Il ricorso all’outsourcing è un’operazione di rilevanza strategica, spesso non facile, che richiede un’analisi preliminare con riferimento alle linee di prodotto e/o servizio considerate. Una chiara, ben ragionata strategia è la chiave per massimizzare i benefici dell’outsourcing evitando le sue trappole: questa strategia dovrebbe prendere in considerazione quali beni o servizi sono più adatti per questo approccio, quali sono le aspettative attuali e future dei fornitori, nonché tenere conto della dovuta diligenza nel valutare la capacità dei fornitori scelti.
La recentissima norma UNI 11336 “Attività operative delle imprese. Valutazione preliminare di un progetto di affidamento a terzi di servizi. Linee guida” definisce i criteri per affrontare la fase di valutazione preliminare interna, che si intende conclusa con la predisposizione di quanto occorrente per la ricerca di un fornitore sul mercato.
Per inquadrare le novità introdotte dalla UNI 11336, UNI - in collaborazione con il Punto UNI di Genova - organizza un incontro di presentazione in anteprima riservato ai Soci dal titolo "Anteprima UNI 11336. Valutazione preliminare di un progetto di outsourcing di servizi" che si è tenuta martedì 20 luglio 2010 presso l'Istituto Italiano della Saldatura, Lungobisagno Istria 15, Genova.
Hanno partecipato all’incontro:
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Mauro Scasso, Segretario Generale Istituto Italiano della Saldatura
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Giovanbattista Marini, Presidente Commissione “Servizi” UNI
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Gian Paolo Rovetto, Relatore della norma UNI 11336 - ADACI
E' seguito un dibattito che ha dato l’opportunità di approfondire specifici aspetti della norma tecnica.
Vi invitiamo a scaricare la presentazione del ns. Gian Paolo Rovetto, cliccando sul seguente link:
Qualità per la produzione nell’industria automobilistica
Le aziende che operano nel settore autoveicolistico, per produzione di serie e di ricambi, numerose in Piemonte, conoscono certamente la norma ISO/TS 16949 che definisce i requisiti per la gestione del sistema qualità.
Frutto della convergenza delle norme specifiche emesse da diversi Paesi (USA, Italia, Francia, Germania) per soddisfare le esigenze delle rispettive aziende automobilistiche, la norma (o, più propriamente, la Specifica Tecnica) ISO/TS 16949 rappresenta da quasi un decennio il riferimento per la gestione della qualità nel settore automobilistico, con il valore aggiunto di dettagliare ed ampliare i requisiti specificati nella nuova edizione della ISO 9001 (pubblicata nel 2008), anche al fine di evitare audit di certificazione multipli.
Con la revisione e la pubblicazione della ISO 9001:2008 si é reso necessario riesaminare il testo della pubblicazione ISO/TS 16949 del 2002, che si richiamava all’edizione ISO 9001 del 2000. La recente revisione è stata concordata con l’ISO dalla International Automotive Task Force (IATF), con il supporto dell’ANFIA per l’Italia.
L’edizione italiana, pubblicata il 26/11/2009, è la UNI ISO/TS 16949:2009 con il titolo: “Sistemi di gestione per la qualità – Requisiti particolari per l’applicazione della ISO 9001:2008 per la produzione di serie e delle parti di ricambio nell’industria automobilistica”.
Per sommi capi, la norma definisce i requisiti del sistema di gestione per la qualità per la progettazione e sviluppo, produzione e, quando pertinente, per l’installazione e l’assistenza dei prodotti relativi al settore automobilistico. E’ applicabile ai siti di organizzazioni presso i quali sono fabbricate parti di produzione e/o ricambio specificate dal cliente e può essere applicata a tutta la catena di fornitura automobilistica.
Si rivolge quindi a tutte le imprese e le organizzazioni operanti nel settore automobilistico e relativo indotto che, in ogni caso, è bene conoscano le norme correlate UNI EN ISO 9000:2005 e UNI EN ISO 9001:2008.
Recuperabilità degli imballaggi
La Direttiva 94/62/CE intende armonizzare le misure per la gestione degli imballaggi e dei rifiuti da imballaggio.
Il rispetto di queste misure migliora grandemente il livello di protezione ambientale, rafforza il mercato interno e riduce gli ostacoli al commercio e alla concorrenza nell’area della Comunità europea.
Con l’obiettivo di ridurre lo smaltimento dei rifiuti da imballaggio, tale direttiva fissa delle misure per favorire il riutilizzo ed il riciclo degli imballaggi e valuta altre forme di recupero.
è stata prodotta una norma europea armonizzata, la UNI EN 13432 “Imballaggi – Requisiti per imballaggi recuperabili mediante compostaggio e biodegradazione – Schema di prova e criteri di valutazione per l’accettazione finale degli imballaggi” che potrebbe interessare gli approvvigionatori in quanto riguarda tutte le tipologie di imballaggi per qualsiasi prodotto.
Nella norma si specificano i requisiti e le procedure per determinare la possibilità di compostaggio e di trattamento anaerobico degli imballaggi e dei materiali che costituiscono l’imballaggio tenendo conto di quattro caratteristiche:
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la biodegradabilità;
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la disintegrazione durante il trattamento biologico;
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l’effetto sul processo di trattamento biologico;
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l’effetto sulla qualità del compost risultante.
Nel caso di imballaggi costituiti da diversi componenti,alcuni dei quali possono essere compostabili ed altri no, l’imballaggio nel suo insieme è da considerare non compostabile. Tuttavia, se i componenti possono essere facilmente separati manualmente prima dello smaltimento, una volta separati i componenti compostabili possono essere trattati come tali.
Una ricaduta sulla vita quotidiana riguarda i negozi, molti dei quali stanno già applicando la norma alle proprie borse in plastica sostituendo i sacchetti in polietilene con quelli biodegradabili, che privilegiano l’utilizzo di materie prime naturali: i sacchetti “verdi” prodotti secondo la norma UNI EN 13432 potranno decomporsi in biossido di carbonio, biomassa ed acqua.
[fonte U&C, n.6 luglio/agosto 2009]
Sicurezza delle macchine
Nella collana “Macchine e impianti” dei prodotti elettronici UNI vi è una novità.
Sono infatti state pubblicate le nuove edizioni dei 24 CD-Rom che compomgono la serie “Sicurezza delle macchine”. Tutte le raccolte delle norme UNI e UNI EN sono aggiornate al 30 aprile 2009 e comprendono, oltre alle norme armonizzate, anche i progetti di norma in corso di elaborazione presso i Comitati tecnici CEN competenti.
Il primo CD-Rom della collana è dedicato alle norme di carattere generale (165 di cui74 in lingua inglese) mentre i successivi riguardano specifici aspetti settoriali, essendo dedicati alla varia e vasta gamma di macchine ed apparecchiature il cui funzionamento, in termini di sicurezza, ricade sotto la più generale applicazione della Direttiva Macchine.
Sono così inclusi i montacarichi, le scale ed i marciapiedi mobili, le porte ed i cancelli industriali motorizzati, le apparecchiature laser, le macchine per la lavorazione del legno, le attrezzature antincendio, le macchine movimento terra, le macchine utensili e le macchine da cantiere.
Oltre al testo delle norme e dei progetti in fase di elaborazione, i CD-Rom contengono anche i testi di eventuali aggiornamenti e degli errata corrige alle norme Uni anche se non ancora recepiti dall’UNI.
Si trova anche il testo comunitario della nuova Direttiva Macchine (2006/42/CE) che sostituisce la precedente direttiva )(/37/CE e introduce alcune significative modifiche sia per gli aspetti applicativi e procedurali – come le definizioni, il campo di applicazione e le procedure di valutazione dei rischi – sia per gli aspetti tecnici, quali i requisiti essenziali di sicurezza e la documentazione tecnica da predisporre.
La conformità ai requisiti legislativi fornisce ai costruttori le indicazioni tecniche e progettuali necessarie a garantire la sicurezza per i committenti e, sopratutto, per gli utilizzatori delle macchine.
I CD-Rom UNI rappresentano uno strumento di informazione e consultazione utile a chi opera, come costruttore e come acquirente, nell’ambito della Direttiva Macchine.
Recentissima è poi la pubblicazione, in forma cartacea, della norma UNI EN ISO 14121-1 “Sicurezza del macchinario – Valutazione del rischio – Parte 1: Principi”. Nella nuova norma sono stabiliti i principi generali per la valutazione del rischio mediante la quale le conoscenze e l’esperienza su progettazione, utilizzo, incidenti, infortuni e danni sulle macchine sono associate al fine di valutare i rischi durante tutte le fasi di vita delle macchine. Anche questa norma si rivolge in primo luogo ai progettisti dei macchinari che rientrano nell’ambito della Direttiva Macchine ma interessa ovviamente pure i fabbricanti, gli utilizzatori, gli enti pubblici di controllo.
La nuova UNI EN ISO 141121-1, descrive i principi per una procedura di valutazione del rischio sistematica e coerente, come indicato nel paragrafo 5 della UNI EN ISO 12100-1. Fornisce indicazioni per le decisioni che riguardano la progettazione del macchinario e intende facilitare la preparazione di norme specifiche su particolari tipi di macchine coerenti ed appropriate. In appendice sono riportati esempi di pericoli, situazioni ed eventi pericolosi.
[fonte U&C, n.6 luglio/agosto 2009 e n.7, settembre 2009]
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